Domande frequenti
Domande frequenti sull’iniziativa popolare federale «Protezione contro il fumo passivo»
1. Cosa si intende per «fumo passivo»?
Il fumo passivo è l’inalazione del fumo di tabacco presente nell’aria ambientale.
2. È dimostrato scientificamente che il fumo passivo è dannoso?
Sì. Il fumo di tabacco contiene numerose sostanze tossiche cancerogene. Il fumo passivo può provocare, tra gli altri disturbi, anche il cancro ai polmoni, le malattie del sistema cardiocircolatorio, l’asma, le infezioni alle vie respiratorie. Nelle donne incinte ha inoltre ripercussioni negative sul feto. In Svizzera muoiono ogni anno diverse centinaia di persone a causa degli effetti del fumo passivo.
3. Chi c’è dietro l’iniziativa?
L’iniziativa popolare è supportata da un'ampia alleanza costituita da organizzazioni sanitarie, di prevenzione, di lavoratori, di consumatori, della gioventù e di genitori.
4. Cosa chiede l’iniziativa?
L’iniziativa popolare richiede l'istituzione del divieto di fumo negli spazi chiusi adibiti a luogo di lavoro (come i ristoranti) o accessibili al pubblico (come gli ospedali). Tutti i lavoratori in spazi chiusi devono essere protetti contro il fumo passivo. Questo vale anche per il personale di servizio del settore gastronomico.
5. L’iniziativa consente locali separati per i fumatori?
L’iniziativa richiede l’istituzione del divieto di fumo in tutti i luoghi di lavoro che si trovano in spazi chiusi. Lascia però aperta la possibilità al legislatore di consentire ai ristoranti l’allestimento di spazi per fumatori purché non si tratti di luoghi di lavoro. Si tratta dei cosiddetti «fumoir senza servizio».
6. Perché non è sufficiente la normativa attuale?
La legge federale entrata in vigore il 1° maggio 2010 offre una protezione incompleta a causa delle eccezioni in essa contenute. Negli spazi separati per i fumatori continua a essere consentito l'impiego di lavoratori. Nei ristoranti inferiori a 80 m2 il fumo è ancora consentito. Di conseguenza, i lavoratori del settore gastronomico non sono protetti dal fumo passivo. Inoltre, anche dopo l’entrata in vigore della legge federale, la normativa varierà da cantone a cantone. Solo l’iniziativa rappresenta una soluzione uniforme, efficace e completa. Finora sono solo otto i cantoni che hanno adottato una normativa che protegge in modo completo contro il fumo passivo: BS, BL, FR, GE, NE, SG, VD, VS. È loro interesse che la loro normativa, ben funzionante, venga adottata anche a livello nazionale. In sette cantoni esiste una normativa sul fumo ma gli spazi fumatori con servizio continuano a essere consentiti: AR, BE, GR, SO, UR, TI, ZH. In questi cantoni la protezione del personale di servizio non è quindi garantita. In molti cantoni manca una normativa, risp. i locali fumatori sono tuttora consentiti: AG, AI, GL, JU, LU, NW, OW, SH, SZ, TG, ZG. Per una panoramica dettagliata sulle situazioni cantonali potete visitare questa pagina.
7. Perché non si aspetta di vedere i risultati della legislazione federale?
Le eccezioni previste dalla legge federale rendono impossibile proteggere in modo efficace contro il fumo passivo e potrebbero determinarne il fallimento in fase di esecuzione. Ciò è dimostrato da soluzioni simili adottate e poi fallite all’estero (ad es. in Spagna). Nei paesi con discipline coerenti, la protezione contro il fumo passivo è ottimale e viene accettata dalla popolazione.
8. Se l’iniziativa viene accettata sarà ancora possibile fumare nei ristoranti, bar, discoteche e pub?
L’iniziativa chiede che sia vietato fumare in tutti gli esercizi pubblici. In via eccezionale, il legislatore può consentire la presenza di uno spazio separato per fumatori purché nello stesso non sia prestato alcun servizio e il fumo non si diffonda negli altri. Per i bar, le discoteche e i pub vale la stessa normativa.
9. Una volta accettata l’iniziativa, dove sarà ancora possibile fumare?
L’iniziativa regola solo il fumo negli spazi chiusi adibiti a luoghi di lavoro (ad es. ristoranti, uffici) o accessibili al pubblico (scuole, ospedali, ecc.). È consentito fumare negli ambienti privati e all'aperto. Nelle case per anziani, nelle prigioni e negli ospedali deve inoltre essere possibile predisporre una stanza separata per fumatori non adibita a luogo di lavoro. È possibile fumare anche nelle stanze di albergo purché la direzione dell’hotel lo consenta. Le stanze di albergo non sono accessibili al pubblico né sono luoghi di lavoro permanenti.
10. Per esempio, sarà possibile fumare ad una festa privata in una casa nei boschi non accessibile al pubblico?
I club privati per fumatori saranno ancora consentiti? L'iniziativa non regola gli incontri e gli eventi privati a meno che siano accessibili al pubblico e purché durante gli stessi non lavori alcun dipendente.
11. L’iniziativa causa perdite di fatturato e di posti di lavoro nel settore gastronomico?
Le esperienze nazionali e internazionali dimostrano che dopo l’introduzione del divieto di fumare nelle gastronomie, i fatturati sono rimasti stabili e i posti di lavoro sicuri. Gli albergatori ospitano nuovi tipi di clienti come ad esempio le famiglie. Risparmiano inoltre grazie a una riduzione delle assenze dal lavoro per motivi di salute e a minori costi di pulizia e manutenzione. Al contrario della legge federale, l’iniziativa pone nelle stesse condizioni concorrenziali tutti gli albergatori svizzeri perché applica a tutti la stessa normativa.
12. Quali sono le esperienze degli altri paesi europei che hanno adottato una normativa analoga a quella proposta dall'iniziativa?
Mangiare e lavorare in ambienti senza fumo sono oggi cose naturali in Europa. In Italia, paese nostro vicino, il 95 per cento degli italiani è favorevole al divieto di fumo in ristoranti e bar introdotto nel 2005. L’iniziativa popolare stabilisce rapporti chiari per tutti e si basa su una normativa che ha già dato buoni risultati in altri paesi e cantoni svizzeri.
13. Se si fuma davanti ai ristoranti, non si disturba la quiete pubblica?
I problemi legati al rumore non sono aumentati in quei paesi e cantoni in cui è stato introdotto il divieto di fumare negli esercizi pubblici. Se in casi particolari si verificasse davvero un disturbo ripetuto della quiete, si potrebbe prendere in considerazione l'allestimento di uno spazio per fumatori senza servizio.
14. Il divieto di fumare negli ambienti accessibili al pubblico non costituisce una limitazione inutile della libertà e in particolare di quella economica?
L’iniziativa popolare non intende vietare il fumo, ma tutelare gli individui che non desiderano esporsi al fumo. La nostra libertà personale finisce laddove inizia l’interesse altrui. Il fumo deve continuare a essere permesso laddove dei terzi non sono coinvolti senza il loro consenso. Questa regola esprime un principio liberale fondamentale: le proprie azioni non devono danneggiare gli altri. Anche la libertà economica non viene limitata. Gli albergatori devono già attenersi a delle linee guida (ad es. le norme igieniche). La protezione dei non fumatori è facilmente attuabile da parte degli albergatori e non comporta alcun costo.
15. In inverno molti albergatori installeranno stufe a fungo all'esterno. È questa l’intenzione dell’Alleanza «Protezione contro il fumo passivo»?
Le stufe radianti sono già oggi in uso perché permettono di poter ospitare più clienti. L’Alleanza «Protezione contro il fumo passivo» non le approva per motivi ecologici. Nel cantone Basilea Campagna è già in vigore il divieto delle stufe a fungo. In altri cantoni è in corso una discussione relativa a tale divieto.





